biografia




La famiglia ASSENZA

la dinastia dei fotografi di Pozzallo

Magica sospensione del tempo: ammiro l'armonico affaccio a mare della Pozzallo del primo Novecento dispiegando le cartacee bandelle, apribili a finestra, di una di quelle cartoline multiple, colorate a mano e da conservare come un prezioso documento da collezionista.

L'immagine restituisce il panorama del sito mercantile, "visto in alto mare" come riferisce la didascalia ed esaltato da velieri e barche immersi nell'azzurrità mediterranea.

Fotografia e storia, immagine e parola, nella loro essenzialità isolano nel tempo e nello spazio, il rapporto della città con il mare, sottraendo all'universo incolore degli attuali baluardi cementizi un brano di identità storica e paesistica di notevole valenza documentaria.

Nel verso della stessa cartolina un minuscolo carattere tipografico riporta: "The Venus Photographie di Giorgio Assenza".

È un indizio prezioso per ricostruire la secolare attività della famiglia Assenza, la dinastia dei fotografi di Pozzallo.

Antonino Assenza, verso il 1915, opera già a Pozzallo nello studio fotografico ereditato dal fratello Giorgio, presente come fotografo e decoratore nella città del mare agli albori del '900.

Mentre Giorgio si afferma per la sua attività decorativa, Antonino si dedica alla fotografia, sperimentando le nuove tecniche, e curando le foto anche dopo l'uscita della camera oscura fino alla definitiva sistemazione nei cartoncini decorati.

Anche durante il breve soggiorno a Roma, dal 1943 al 1945, dove si era trasferito con la sua famiglia, coltiva il suo notevole talento professionale.

Nella capitale egli lavorava, insieme al figlio Carmelo, studente universitario nella facoltà di Lettere, presso il famoso fotografo delle dive Elio Luxardo.

In questo periodo maturano anche le scelte degli altri suoi figli che, pur optando per l'arte fotografica, rimangono nella città del cinema dove lavorano per gli anni a venire come fotografi di scena.

Anzi, la loro permanenza a Roma agevola la mediazione di tutte le innovazioni tecniche, legate al mezzo fotografico ed alla sua straordinaria riproduzione del reale.

L'instancabile Antonino ritorna a Pozzallo nel 1945, ed assieme al figlio Carmelo (familiarmente chiamato Meno) affronta gli anni critici del dopoguerra che metteranno a dura prova la ripresa di tutte le attività, soprattutto a Pozzallo che vivrà il declino della sua economia mercantile con la decimazione della sua marineria.

Purtroppo l'immatura morte di Meno, avvenuta nel 1959, riporta nell'avviato laboratorio fotografico, il vecchio padre Antonino, in qualità di amorevole e sollecita guida all'apprendistato della nuora Clara, sposa del suo perduto figlio, destinata a reggere le sorti della famiglia, dello studio fotografico e a fare accettare la versione femminile di un lavoro da sempre coniugato al maschile. Dalla fine degli anni '60, Clara, condividerà con i figli Antonio e Massimo il quotidiano impegno di lavoro, gratificata dei risultati acquisiti grazie al suo forte legame affettivo ed educativo.

Nel quadro di un'interpretazione storica degli eventi piccoli e grandi, rimane protagonista la fotografia poiché essa traduce, nel sapiente gioco di luce e di ombra, inseguito nel corso del tempo, la fascinosa materializzazione di un'involontaria bibliografia collettiva, firmata "foto Assenza".

Grazia Dormiente



Massimo Assenza (Pozzallo 1953). Frequenta, sin da ragazzo, lo studio fotografico di famiglia, dove apprende l’uso delle tecniche di ripresa e di stampa. Nel 1972 consegue la Maturità Artistica presso l’Istituto d’Arte di Siracusa. Dopo un breve periodo di insegnamento  si dedica alla fotografia a tempo pieno, occupandosi della realizzazione di reportage foto-cinematografici e della stampa in bianco e nero. Con il “Gruppo Posallus”, costituito nel 1979 ed operante nel settore della ricerca e della documentazione visiva, realizza varie mostre fotografiche, tra le quali Conosci Pozzallo?, I Primitivi progrediti, Villa Tedeschi, Iblei come lavoro, Un clic lungo un secolo.  Dall’ inizio di questo millennio testimonia con le sue foto il drammatico fenomeno delle migrazioni di massa che interessa le coste siciliane e nel 2011 inaugura la mostra itinerante Sbarchi. Collabora, come fotoreporter, con diverse testate giornalistiche per le quali ha realizzato svariati reportage su temi di cultura e attualità.. Attraverso il mezzo fotografico approfondisce l’indagine del territorio e della società nella quale vive ed opera. Lo attraggono, in special modo, l’evoluzione dei costumi, le tradizioni locali, il rapporto speciale e privilegiato con il mare.


 
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