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biografia / La famiglia ASSENZA la dinastia dei fotografi di Pozzallo


MENO ASSENZA

Pozzallo 27 aprile 1923 / Roma 28 maggio 1959

 

Consegue il diploma magistrale e si dedica all'insegnamento fino al periodo dello sbarco degli Anglo-americani in Sicilia (1943).

Al seguito della famiglia si trasferisce a Roma, dove ritrova i fratelli maggiori Rosario e Gianni, che già da qualche anno lavorano come fotografi di scena a Cinecittà.

Meno prosegue gli studi, iscrivendosi nella facoltà di Lettere all'Università romana e, nello stesso tempo, lavora con il padre presso lo studio fotografico di Elio Luxardo.

Dopo il rientro a Pozzallo, avvenuto nel 1945, riprende, con il padre Antonino, l'attività nel ristrutturato studio di Via Solferino.

Conosce Clara Grispo, una giovane arrivata a Pozzallo come profuga di guerra con la famiglia dalla Tunisia ed alloggiata presso la Colonia Marina assieme ad altri connazionali.  

Nel giugno del 1948, per adempiere agli obblighi del servizio militare, rinviato fino ad allora per motivi di studio, raggiunge il C.A.R. di Siena. Ottenuto l'incarico di fotografo del Battaglione, durante tutto il periodo di permanenza in Toscana, il giovane Meno riprenderà, con la sua inseparabile macchina fotografica, le ricchezze artistiche e le bellezze naturali di questa regione.

Nel 1950 si sposa con Clara, con la quale avrà tre figli: Ninì, Massimo e Carmen.

In questi anni Meno, coinvolto sempre più dal lavoro paterno e deciso a dare sbocchi sociali al suo interesse per la fotografia, anche come mezzo di divulgazione culturale, abbandona l'insegnamento alla locale scuola elementare e prosegue a Pozzallo l'ininterrotto filo generazionale dell'arte di sottrarre alla corrosività quotidiana luoghi e persone, eventografie familiari e sociali.

Ancora negli anni '50 fonda insieme con alcuni artisti ed intellettuali progressisti, il Circolo Culturale " A Barracca", denominazione mutuata dalla sede dello stesso circolo, ubicato nella baracca appunto "re Purcelli" alla Balata, scalo mercantile di Pozzallo. Collabora come redattore al giornale parlato "Arà", mezzo di informazione locale delle vivaci campagne elettorali di quegli storici anni.

Nel maggio 1959, a soli 36 anni d'età, muore a Roma, dopo aver subito un intervento chirurgico.



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