Cartella GIORGIO LA PIRA


[...] parlerò di una cartella grafico-pittorica, fotografica e poetica dedicata a Giorgio La Pira da tre diversi artisti all'opera come in una "comune", sotto il segno estetico ed etico di quella che Nietzsche chiamava "volontà di potenza" ovvero, più semplicemente la capacità di sapersi superare verso un potenziale N, come un puro differenziale di potenza fisica, per crescere, crescere e crescere. Un'austera umiltà laica.

La cartella presenta una serie di scatti fotografici, scelti e selezionati, a torto o a ragione, dallo stesso fotografo, tra tanti altri scatti e visioni di Pozzallo che in questi anni lui stesso ha raccolto. Salta subito all'occhio l'assenza del soggetto umano, che di norma affolla le immagini fotografiche di una città-porto che vive sul mare, anzi al limite del mare. E in queste immagini, è proprio il confine, il limite, "la linea di deterritorializzazione" per eccellenza, usando un termine di Deleuze-Guattari, insomma il mare e la terra, a farla da protagonisti.

L'uomo tramonta nello sguardo di Massimo Assenza a favore di un'abissale humanitas. La città e i segni dell'uomo s'intravedono a malapena o, forse sarebbe più opportuno dire, si perdono microcosmicamente all'orizzonte… una vela lontanissima che affiora nell'immensità della "grande madre grigia" il mare, secondo Joyce; tetti e caseggiati che spuntano, minuscoli, all'orizzonte come un'Atlantide che riemerge nascosta dalle profondità marine o, semplicemente come una città verso la quale, lo sguardo fotografico, ci rende vertiginosamente naufraghi e profughi nella speranza di trovare riposo alla nostra Odissea.

C'è una strana atmosfera pascaliana in queste immagini. Macrocosmica Torre Cabrera. Magnifica montagna di mattoni. Microcosmici segni e resti divorati dal tempo e sputati dal mare.

L'obiettivo di Assenza può fare di una cassetta di tavola divelta, una nave ammarata sulle sabbie desolate della costa sud-orientale siciliana. Solchi di gente in cammino sul confine della terra. Di là, sempre terribile e magnifica LAMERICA. Di qua, solo bave di lumache. O, se si vuole, solo quel che resta. Un'odissea marina può fare di un tronco d'uomo semplicemente un tronco abbandonato in decomposizione. E, viceversa, di un tronco può fare un uomo che tossisce acqua salata, arrivando dal mare, come un bambino impara a tossire la prima parola "mam.mmam".

Potenza della metamorfosi. Potenza degli uomini. Potenza del destino. Potenza dello sguardo. [...]

Mauro Aprile Zanetti



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